Coronavirus in Italia: contagi, morti e tutte le news sulla situazione

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Pavia, la sperimentazione con plasma guariti
Alcuni malati hanno già ricevuto il plasma di pazienti guariti dal coronavirus che quindi hanno sviluppato gli anticorpi: è così entrata nel vivo al Policlinico di Pavia la sperimentazione della plasmaterapia. Il protocollo è stato predisposto dal servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del San Matteo, in collaborazione con altre strutture come l’Ats di Mantova. I primi due a donare sono stati i medici di Pieve Porto Morone (Pavia), marito e moglie, primi casi di contagio da Covid-19 in provincia di Pavia.Medici: 69 morti,10 mila sanitari contagiati
Arriva a 69 il totale dei medici deceduti per l’epidemia di Covid-19: altri due camici bianchi, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), sono morti per il contagio. Sono Gianpaolo Sbardolini, medico di famiglia, e Marcello Cifola, otorinolaringoiatra. Intanto, rende noto il sindacato dei medici ospedalieri Anaao-Assomed, il numero degli operatori sanitari contagiati ha oramai superato i 10.000 casi. Il 20% circa sono medici. Molti, afferma l’Anaao, sono ricoverati in rianimazione.Torino, sei fratelli medici in trincea
Sei fratelli e sorelle medici, parte di una numerosa famiglia di Giaveno, in provincia di Torino, sono impegnati sul fronte del coronavirus: sono Davide, Pietro, Emanuele, Barbara, Maria e Alessandra Tizzani. Padre medico, sono tutti specializzati in medicina di pronto soccorso (la famiglia è composta da undici fratelli). I medici lavorano nei principali ospedali del Torinese, dalle Molinette al Giovanni Bosco al San Luigidi Orbassano.
La notizia l’ha lanciata il settimanale locale La Valsusa e subito è rimbalzata sui social. “Dietro mascherine e visiere – scrive il periodico valsusino – ci sono volti giovani, tutti in trincea, impegnati in questa estenuante lotta ad un nemico invisibile”.Bologna, morto primo detenuto
E’ un uomo di 76 anni il primo detenuto morto in Italia per Covid-19. Era stato arrestato nel  2018 per associazione di tipo mafioso e stava scontando la sua pena nel carcere nel carcere bolognese della Dozza da agosto 2019. Era stato ricoverato in ospedale il 26 marzo a causa di diverse patologie e aveva anche difficoltà respiratorie. Entrato in ospedale, dunque, non come paziente Covid-19, è stato comunque sottoposto a tampone, risultando positivo.
“Non si perda pià tempo, – commentano dall’associazione Antigone – bisogna mandare agli arresti domiciliari almeno altri 10 mila detenuti tra quelli che hanno un fine pena breve e coloro che soffrono di patologie o hanno età per cui un contagio potrebbe essere fatale”.Spallanzani: 197 positivi
I pazienti Covid-19 positivi sono in totale 197. Di questi, 24 pazienti necessitano di supporto respiratorio. In giornata sono previste ulteriori dimissioni di pazienti asintomatici o paucisintomatici”. E’ ilo bollettino medico diffuso dall’istituto nazionale per le malattie infettive, Lazzaro Spallanzani, di Roma. “I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, sono a questa mattina 180 – si legge- continua in maniera significativa il trend di aumento del numero delle dimissioni in parallelo a un minor numero di ricoverati positivi”.”Una-due settimane per calo indici”
“Siamo in una fase di rallentamento dei casi ma la discesa sarà lenta: ci vorranno infatti una o due settimane per vedere l’indice di contagio R con zero sotto il valore 1 e assistere quindi ad un calo chiaro dei casi”, ha detto il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco a Rainews24. Comunque, “finché non ci sarà un vaccino, si auspica entro un anno, non ci potremo liberare dal nuovo coronavirus”.
“Non sappiamo ancora molto in merito all’immunità al SarsCov2 ma sulla base delle conoscenze relative al virus Sars del 2001 – ha spiegato Pregliasco – è stato evidenziato lo sviluppo di immunoglobuline della memoria e una certa immunità, almeno per alcuni anni, si dovrebbe mantenere”. Ma per i test rapidi sierologici che rilevano gli anticorpi, ha detto, “non c’è ancora una completa sicurezza rispetto al rischio di falsi positivi e negativi. E’ necessaria dunque una validazione a livello nazionale”. Nel frattempo però, ha concluso il virologo, “vale la pena cominciare a utilizzarli per gruppi mirati, al partire dai sanitari”.”Indicatori moderatamente positivi”
Una flebile speranza arriva dalla Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia che ieri ha registrato una diminuzione dei ricoveri per Sars-Cov2. “Dopo sei settimane tutti gli indicatori sono moderatamente positivi: il numero dei contagi scende e si e stabilizzano su numeri contenuti. Ieri ci sono stati solo 44 ricoverati in più”, ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera intervistato su Buongiorno Lombardia su TeleLombardia. “C’e’ una flessione anche negli accessi alle terapie e nei pronto soccorso. Negli ultimi sette giorni c’è stata una riduzione, a volte lieve a volte più forte, ma costante” ha sottolineato.
https://www.repubblica.it/cronaca/2020/04/02/news/coronavirus_in_italia_contagi_news_situazione-252919391/
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